
La sinagoga di Hurva (nel cerchio) – risalente al XVIII secolo, distrutta dagli arabi, ora ricostruita – non c'entra con le moschee di Gerusalemme

Mizpè
MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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Un razzo Qassam palestinese lanciato domenica sera dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto nella zona di Zikim, presso Ashkelon.
22/03/2010
Terroristi palestinesi hanno aperto il fuoco per due volte, domenica sera, contro pattuglie delle Forze di Difesa israeliane nella zona di Aduraim, a ovest di Hebron (Cisgiordania ).
22/03/2010
Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha incontrato domenica pomeriggio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che lo ha ringraziato per gli sforzi volti a ottenere la liberazione dell’ostaggio Gilad Shalit (nelle mani di Hamas a Gaza da più di tre anni e mezzo). Ban Ki-moon dal canto suo ha detto che le Nazioni Unite e il Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu) sono a favore di negoziati tra Israele e palestinesi.
22/03/2010
Dopo il suo incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l'inviato Usa per il Medio Oriente, George Mitchell, ha sottolineato domenica la solidità dei legami tra Washington e Gerusalemme. “Il nostro impegno verso la sicurezza di Israele non può essere messo in dubbio” ha detto, esprimendo l'auspicio che i negoziati vengano ripresi al più presto “per mettere finalmente fine al conflitto”.
22/03/2010
Ancora tafferugli causati da sassate palestinesi, domenica a Issaouya, a nord di Gerusalemme.
22/03/2010
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| 25-05-2007 |
| Israele ha bisogno del know how italiano |
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L'ufficio Nazionale di statistica di Israele ha pubblicato l'elenco dei partner commerciali del Paese (diamanti esclusi) nel primo trimestre 2007. L'elenco vede l'Italia come quarto fornitore, con un totale import di 515 milioni di dollari. ll nostro Paese è preceduto dagli USA, considerati tradizionalmente il principale partner d'Israele (1,537 milioni di dollari), e dalla Cina (US$ 764 milioni), ed è secondo in Europa solo alla Germania (830 milioni di dollari). I principali settori del nostro export rimangono, come negli anni passati, le macchine e gli apparecchi meccanici, seguiti dai prodotti chimici e dai metalli di base.
"L'Italia si riconferma quindi un partner molto importante", afferma Nir Malah, trade analyst dell'Ufficio ICE di Tel Aviv. "Nell'ultimo decennio l'Italia è sempre stata il terzo o quarto partner commerciale. Storicamente gli italiani sono forti soprattutto nei beni strumentali, ovvero nei macchinari per la lavorazione del legno, della plastica, dei metalli, ecc.".
Secondo il rapporto congiunturale Ice-Ministero degli esteri aggiornato al 2006, anche lo scorso anno la politica economica del governo si è posta quale obiettivo fondamentale quello di sostenere la crescita economica del paese promuovendo azioni mirate al rafforzamento delle riforme attualmente in corso, all'ulteriore riduzione del livello della spesa pubblica, alla diminuzione dell'imposizione fiscale, (il valore dell'IVA è stato infatti gradualmente ridotto dal 18% al 15, 5% nell'arco degli ultimi due anni), e sostenendo un largo piano di investimenti in progetti infrastrutturali. Anche sul fronte delle privatizzazioni il governo israeliano è intervenuto pesantemente negli ultimi anni, colmando parzialmente il ritardo accumulato rispetto alla maggior parte dei Paesi occidentali.
E' un fatto noto che l'economia israeliana sia stata per lunghi anni caratterizzata da una elevata concentrazione del mercato finanziario nelle mani di pochi gruppi bancari, prevalentemente pubblici e che, ancora oggi, il sistema finanziario di questo Paese sia fortemente centralizzato (il 63% dell'intero sistema è controllato dalle due banche principali) e tendenzialmente chiuso alle partecipazioni straniere. La situazione è cominciata a mutare a partire dal 2003 grazie all'azione dell'Ex Ministro delle Finanze Benjamin Netanyahu che ha speso grandi energie nel tentativo di dimostrare la necessità di aprire anche il mercato finanziario alle partecipazioni internazionali. Da quel momento è in atto in questo Paese un cauto processo di liberalizzazione del mercato bancario e dei capitali supportato con grande coerenza da tutti i governi che si sono succeduti. L'apertura del mercato finanziario israeliano alla concorrenza offre buone opportunita` anche per i gruppi bancari e finanziari esteri, che potrebbero approfittare della riforma in atto per allargare la loro attività. I gruppi italiani sono assenti da questo mercato, con l`eccezione di Generali (che detiene tramite la compagnia locale di assicurazioni Migdal l`8% di Bank Leumi).
L`economia israeliana, date le ridotte dimensioni del mercato interno, la scarsita` di risorse naturali e la situazione geopolitica, e` per sua natura "export-led". Il commercio internazionale gioca quindi un ruolo fondamentale nell'economia del Paese . Israele è legata da una serie di accordi commerciali con i maggiori Paesi industrializzati. Nel 2006, il flusso degli investimenti esteri diretti e degli investimenti di portafoglio (azioni ed obbligazioni), ha raggiunto, complessivamente, la cifra record di 22.7 miliardi di US$, più del doppio dei 9.9 miliardi registrati 2005. Alla base di un risultato così impressionante un mix di fattori interni ed internazionali che vanno dal rilancio dell'economia globale, al miglioramento costante della performance economica israeliana, all'entrata in vigore/aggiornamento di una serie di importanti strumenti legislativi quali la "Legge per il sostegno degli investimenti di capitale (ECIL)" e la "Legge per il sostegno alla ricerca ed allo sviluppo industriale".
I dati statistici ufficiali riflettono un costante aumento dell'interscambio tra Italia ed Israele che, nel 2006, sfiora i 3 miliardi di dollari. Le esportazioni italiane in Israele sono aumentate del 6,1% rispetto al 2005, e sono passate, in valore assoluto, da 1.73 a 1.84 miliardi di dollari. Anche le esportazioni israeliane verso l'Italia hanno registrato valori positivi con un aumento percentuale pari al 9,2% ed un valore totale quantificabile in 981 milioni di US$. L'interscambio tha registrato, poi, nel 2006, un surplus pari a 859 milioni di dollari a nostro favore, con un aumento del 2,8%. del deficit commerciale La quota di mercato italiana, dal canto suo, si mantiene relativamente stabile e fa registrare una leggera diminuzione dello 0,05% nonostante la significativa crescita nei valori assoluti. I principali settori del nostro export rimangono le macchine e gli apparecchi meccanici, seguiti dai prodotti chimici e dai metalli di base. In questo contesto le esportazioni italiane di macchine industriali e relative attrezzature è addirittura cresciuto del 15,5% nel 2006 per un valore totale di 543 milioni di US$. Anche l'export di prodotti di plastica e gomma ha registrato un dato di crescita molto positivo con un + 12,8% rispetto al 2005. In generale la penetrazione dei prodotti italiani è buona, grazie all'immagine molto positiva del Made in Italy in Israele in termini di qualità, prestigio, design e tecnologia.
La diffusione dei nostri prodotti non incontra particolari difficolta`, se non quelle date da alcune circostanze strutturali quali l`incidenza dei costi di trasporto, il pericolo di un deterioramento delle merci a causa del clima caldo e umido, un certo timore delle aziende per le condizioni di sicurezza o per la convinzione di eventuali boicottaggi da parte di Paesi arabi (timore peraltro generalmente infondato). Si tratta, ovviamente, di problematiche che vengono, ovviamente, tanto più avvertite in quanto gli attori italiani sono spesso identificabili in piccole e medie imprese.
I settori di particolare interesse per lo sviluppo delle esportazioni italiane e la cooperazione commerciale, secondo l'ICE e il Ministero degli Esteri, possono essere identificati come segue.
Opportunità particolarmente interessanti per le imprese italiane potranno scaturire dai numerosi progetti infrastrutturali che sono in corso di realizzazione o stanno per essere avviati. Fonti ministeriali israeliane sottolineano la necessità di effettuare investimenti per un totale superiore a 140 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali entro il 2020. Proporzionali saranno, ovviamente, le necessità in termini di personale qualificato, macchinari ed attrezzature industriali e materie prime. Il settore ferroviario presenta, in particolare, importanti opportunità per le imprese italiane, che in quest'ambito, vantano livelli di riconosciuta eccellenza tecnologica.
Quello delle biotecnologie è tra i settori da sempre considerati strategici caratterizzato da profonde sinergie tra ricerca accademica ed industriale e, in quanto tale, destinatario di un'attenta politica di sostegno a livello governativo. Esistono in Israele piu' di 170 enti -soprattutto start-up e piccole e medie imprese- impegnati in attività di Ricerca e Sviluppo in campo biofarmaceutico, agro-biotecnologico, della diagnostica e delle apparecchiature mediche. Numerosi progetti congiunti tra aziende italiane ed israeliane sono stati finanziati soprattutto negli ultimi due anni nei settori specifici della proteomica, biologia molecolare, nanotecnologia e nanoscienza, gnomica e biotecnnolgia per la salute.Si ritiene dunque importante approfondire le opportunità di collaborazione industriale e scientifica già emerse e quelle possibili per il futuro in questo settore strategico.
Nel 2004 Tel Aviv è stata dichiarata dall' UNESCO città patrimonio dell'umanità per il suo tesoro di architettura Bauhaus. Questi edifici, costruiti tra il 1931 e il 1956, sono al momento sottoposti ad impegnativi interventi di restauro e conservazione. Anche e soprattutto dall'intensa attività scientifica e seminariale promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv negli ultimi tre anni in questo settore, è emersa una fortissima domanda di maggiore conoscenza non solo del know how italiano ma anche e soprattutto delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali sviluppati nel nostro Paese nonché delle relative metodologie operative.
Nel settore delle tecnologie ambientali esiste una chiara complementarietà tra Italia e Israele tanto che i rapporti di cooperazione si sono significativamente approfonditi nel corso degli anni. Ancora nel mese di novembre 2006, l'Ambasciata ha organizzato un Seminario dedicato alla "New Technolgies for the protection of the environment" in stretta collaborazione con l'Exoport Insitute israeliano e la locale Confindustria. In quel contesto si è potuto rilevare che mentre la tecnologia israeliana appare particolarmente sofisticata nei settori relativi alle fonti d'energia rinnovabile (solare ed eolica) mancano, in questo Paese, adeguate conoscenze ed applicazioni industriali nell'ambito del monitoraggio – in particolare delle sostanze inquinanti - e della gestione delle acque. Più in generale, comunque, se Israele può considerarsi all'avanguardia nel settore della ricerca e delle tecnologie ambientali, il nostro Paese, con un sistema economico basato su competenza e know how, è in grado di cogliere le esigenze del mercato e tradurle in business, con una naturale vocazione allo sviluppo "sostenibile".
Con un trend che si conferma molto positivo, (+5,6% secondo i dati del secondo semestre 2006), le esportazioni dei prodotti cosmetici italiani continuano a crescere contribuendo così in modo decisivo a trainare lo sviluppo dell'intero settore, che anche quest'anno ha fatto registrare un aumento del fatturato globale del 2,7%, per un valore complessivo di circa 8.100 millioni di Euro. L'interesse scientifico commerciale che l'industria cosmetica italiana riscuote su questo mercato ha potuto, tra l'altro essere verificata in occasione di un Convegno realizzato dall'Ufficio Commerciale dell'Ambasciata nel dicembre 2006 dedicato al tema "Integrating new technologies in cosmetics in preventing skin ageing and sun safety" con la partecipazione di rappresentanti di Fderchimica, UNIPRO e Cosmoexport. I lavori svolti in quell'occasione hanno infatti permesso di scambiare utili esperienze di ricerca e di porre le basi per future collaborazioni a livello accademico, commerciale ed industriale con l'obiettivo di ampliare la presenza dei prodotti italiani su questo mercato e di avviare possibili attivita' congiunte.
Il settore dei Sistemi di sicurezza per impianti e strutture è in forte espansione e include sia fornitori di servizi (installatori consulenti di sicurezza, imprese di sorveglianza) che veri e proprie aziende produttrici (produttori di sistemi di comunicazione, sistemi di allarme, "metal detectors", CCTV, sistemi di video sorveglianza, "access control", sistemi perimetrali, sensori elettronici, sistemi di protezione di software ed hardware ed attrezzature anti-terrorismo). Approfondite indagini di mercato hanno rilevato una significativa potenziale complementarietà in questo contesto tra il mercato italiano e quello israeliano ancora una volta secondo la formula "tecnologia in cambio di strutture e sistemi di produzione".
L'Italia detiene infine una primaria quota di mercato in Israele nei macchinari per l'imballaggio ed il confezionamento. Dall'analisi dei dati di vendita emerge, in particolare, in questo ambito, un aumento delle importazioni dalla regione asiatica di macchinari caratterizzati da una tecnologia di tipo tradizionale. Per i macchinari a tecnologia avanzata ed innovativa gli operatori israeliani guardano ancora l'Italia come riferimento principale. Si ritiene quindi importante diffondere quanto più possibile la conoscenza in Israele dei progressi tecnologici italiani in questo settore.
Gaia Molco, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Israeliana, pone l'accento sulla validità del know how italiano nel settore dell'ambiente (trattamento delle acque e rifiuti, ecc.), in campo agricolo, nella sicurezza: "Abbiamo avuto diverse missioni, incontri b2b, visite, ecc. anche di piccole aziende italiane. Nel versante opposto, Israele è il secondo Paese per tecnologie nella telemedicina dopo l'Olanda ed è leader anche nell'informatica e negli investimenti immobiliari, per i quali ha dimostrato interesse sul mercato italiano. Notevole è poi il settore della collaborazione scientifica".
Nell'ambito delle attività previste dall'Accordo di Cooperazione nel Campo della Ricerca e dello Sviluppo Industriale, Scientifico e Tecnologico tra Italia ed Israele , l'Ufficio II della Direzione Generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente del Ministero degli Affari Esteri per la Parte italiana, e l'Office of the Chief Scientist (OCS) del Ministero dell'Industria e Commercio per la Parte israeliana, intendono avviare le procedure previste per la selezione di progetti ammissibili di sostegno finanziario disciplinato dall'Art. 4 dell'Accordo. Il bando sara´ valido per i seguenti campi: - medicina,salute pubblica e organizzazione ospedaliera; - biotecnologie; - agricoltura e scienze dell'alimentazione; - nuove fonti di energia e sfruttamento delle risorse naturali; - applicazioni dell'informatica nella formazione e nella ricerca scientifica; - ambiente; - comunicazioni; - innovazioni dei processi produttivi; - spazio; - tecnologie dell'informazione, comunicazioni di dati, software.
"Si tratta", precisa Molco, "di un bando annuale R&S per i quali sono previsti finanziamenti. Il settore è foriero di numerose opportunità: il 7 giugno la nostra Camera organizzerà una conferenza sulla telemedicina nel contesto della fiera sulle biotecnologie che si terrà a Tel Aviv; l'anno scorso è stato firmato un accordo tra la provincia di Milano e Ma timo, il Centro israeliano di Ricerca e Sviluppo, nelle biotecnologie; a fine mese Promos effettuerà una visita di aziende lombarde specializzate nel trattamento delle acque e nel risparmio energetico".
(Da: Italic Business News-News ITALIA PRESS, 4.05.07)
Nell'immagine in alto: Il logo del convegno "Investire in Israele", edizione 2007. Il convegno, organizzato da www.israele.net, si terrà a Milano il prossimo 4 giugno. Si veda: www.investireinisraele.net
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L’altra volta che Washington fece la voce grossa:
la posizione dell'amministrazione Obama ricorda la crisi Rabin-Kissinger del 1975

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