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Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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| 16-01-2008 |
| Dove nasce la diseguaglianza dell’odierno Israele? |
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Da un articolo di Dan Ben-David, Università di Tel Aviv |
"Quale paese oggi ha più eguaglianza? Se ci limitiamo al mondo non comunista, è stato suggerito che il nuovo stato d’Israele potrebbe stare in cima alla lista”. Così scriveva il premio Nobel Paul Samuelson nel suo libro “Economics”, un testo che è diventato la bibbia di tutte le matricole di Economia del mondo occidentale negli anni '50, '60 e parte dei '70. Era così che Israele veniva presentato a un’intera generazione di economisti da uno dei più importanti leader in quel campo.
Oggi, lo stato di Israele che celebrerà il suo sessantesimo compleanno è meno “nuovo”, e al titolo della lista a cui oggi si trova in testa bisogna aggiungere il prefisso “dis”, come diseguaglianza. Non esattamente un riconoscimento onorifico.
Non c’è molto da discutere sull’esigenza di garantire compensazioni per l’eccellenza come mezzo di fornire incentivi per il raggiungimento di buoni risultati. Allo stesso modo, non ha senso che l’invidia debba diventare il binocolo attraverso il quale la maggioranza vede le persone di maggior successo nella società. Ma insieme all’acqua sporca del socialismo del passato, sembra che abbiamo buttato via anche il bambino della nostra coscienza comunitaria e della nostra bussola sociale. Gli stipendi che cominciano con il numero 7 seguito da 3 zeri riflettono la media nazionale. Ma in un paese in cui questa è la media, gli stipendi mensili che cominciano con lo stesso numero ma seguito da 5 (o più) zeri hanno da molto tempo superato – nella maggior parte dei casi – non solo i confini della decenza, ma anche i confini della razionalità economica.
Pochi in Israele ormai non pensano che questi stipendi folli siano la fonte del nostro salto dalla prima linea dei paesi egualitari negli anni ’60 alla vetta della lista dei paesi occidentali meno egualitari d questo decennio. Il problema è che questo è solo un ulteriore esempio della strada facile che imbocchiamo quando viene sollevato il problema della diseguaglianza, e invariabilmente puntiamo l’attenzione su quegli esempi folli invece che al vero e proprio cuore del problema.
In realtà, i gap più grandi sono tra i due redditi ai poli opposti e il resto della società. Ma qual è la fonte dell’aumento nella diseguaglianza dagli anni ‘60?
In effetti, il gap tra il secondo decile di reddito e quello più basso è sceso dal 117% nel 1967 al 57% nel 2006. Il gap tra il secondo decile di reddito e il terzo è sceso anch’esso, dal 38% al 28%. I gap tra ognuno degli altri decili sono aumentati.
Dov’è stato il più grosso aumento nella disparità di reddito? Non tra il più alto decile di reddito e il nono decile immediatamente al di sotto. Questo gap era grande nel 1967, e durante i quattro decenni successivi è cresciuto dal 70% fino a raggiungere “solo” il 72%.
Ma, a differenza di quanto si crede comunemente, la maggior parte dell’aumento nei gap dei redditi israeliani non è venuto dai più ricchi che lasciavano indietro gli altri, né dalla società che spingeva i più poveri sempre più indietro. Il grosso dell’aumento nella disparità è venuto dai gap che diventavano sempre più grandi tra ciascuno dei decili a medio reddito. Ciascuno dei sentieri del reddito nel viale centrale della società israeliana si è allontanato sempre di più dagli altri. E’ venuto il momento di capirlo e di cominciare ad occuparsene.
(Da: Ha’aretz, 07.01.08) |
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«Sono un soldato israeliano, e ne sono fiero». Il rap del soldato che le canta agli amici dei nemici di Israele
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Università di Gerusalemme

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