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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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» Siria. La tv Al-Arabiya ha riferito di 20 attivisti di Hezbollah uccisi in scontri nella città siriana ribelle di Quseir e trasferiti in un ospedale di Beirut. Secondo il reportage, una delle vittime sarebbe il figlio del capo libanese del partito Baath siriano. Inoltre, più di 60 feriti sarebbero stati portati in vari ospedali libanesi. Intanto fonti ribelli siriane hanno annunciato di essere ancora in controllo di Quseir, nonostante l'attacco congiunto di Hezbollah e forze di Assad.
21/05/2013

» Colpi d’arma di fuoco sono stati sparati domenica notte in direzione di una unità delle Forze di Difesa israeliane in servizio di pattuglia al confine con la Siria. La valutazione prevalente è che i colpi non fossero deliberatamente mirati verso Israele, ma che siano stati sparati nel quadro delle battaglie in corso tra ribelli e forze del regime.
21/05/2013

» Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha escluso domenica di negoziare con i rapitori, nel Sinai, di tre poliziotti e quattro soldati che in un video diffuso dai sequestratori appaiono costretti a perorare la loro liberazione in cambio del rilascio di detenuti.
21/05/2013

» Israele ha cancellato lunedì la prevista visita di una delegazione dell'Unesco, l'organizzazione culturale delle Nazioni Unite, volta a ispezionare il lavoro di conservazione nella Città Vecchia di Gerusalemme, spiegando che i palestinesi avevano ''politicizzato'' la delegazione. ''I palestinesi hanno violato tutti gli accordi che avevamo fatto con l'Unesco – ha spiegato un funzionario israeliano – Questa doveva essere una visita puramente operativa e professionale”. Il funzionario ha accusato i palestinesi d’aver cercato di introdurre una ''sfilza'' di elementi politici, mentre il ministro degli esteri dell’Autorità Palestinese Riyad al-Malki la definiva una “commissione d'inchiesta” per mettere sotto indagine le attività israeliane a Gerusalemme.
21/05/2013

» Tragica sparatoria, lunedì, in una banca di Beersheba: 4 morti. Dopo aver pensato a un fallito tentativo di rapina, la polizia israeliana è orientata sulla tesi che il 40enne aggressore, che si è poi suicidato, avesse sin dall'inizio intenzione di sparare per “vendicarsi” di una questione di debiti.
21/05/2013




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ARCHIVIO

  Economia
  Sezione temporaneamente sospesa per ristrutturazione
15/12/2009

Dove nasce la diseguaglianza dell’odierno Israele?
16/01/2008

Israele tra i primi nella classifica degli investimenti VC americani
08/12/2007

La lezione del boom economico d'Israele
07/09/2007

Il Governatore Fischer spiega il miracolo economico d’Israele
04/06/2007



16-01-2008
Dove nasce la diseguaglianza dell’odierno Israele?
Da un articolo di Dan Ben-David, Università di Tel Aviv
"Quale paese oggi ha più eguaglianza? Se ci limitiamo al mondo non comunista, è stato suggerito che il nuovo stato d’Israele potrebbe stare in cima alla lista”. Così scriveva il premio Nobel Paul Samuelson nel suo libro “Economics”, un testo che è diventato la bibbia di tutte le matricole di Economia del mondo occidentale negli anni '50, '60 e parte dei '70. Era così che Israele veniva presentato a un’intera generazione di economisti da uno dei più importanti leader in quel campo.
Oggi, lo stato di Israele che celebrerà il suo sessantesimo compleanno è meno “nuovo”, e al titolo della lista a cui oggi si trova in testa bisogna aggiungere il prefisso “dis”, come diseguaglianza. Non esattamente un riconoscimento onorifico.
Non c’è molto da discutere sull’esigenza di garantire compensazioni per l’eccellenza come mezzo di fornire incentivi per il raggiungimento di buoni risultati. Allo stesso modo, non ha senso che l’invidia debba diventare il binocolo attraverso il quale la maggioranza vede le persone di maggior successo nella società. Ma insieme all’acqua sporca del socialismo del passato, sembra che abbiamo buttato via anche il bambino della nostra coscienza comunitaria e della nostra bussola sociale. Gli stipendi che cominciano con il numero 7 seguito da 3 zeri riflettono la media nazionale. Ma in un paese in cui questa è la media, gli stipendi mensili che cominciano con lo stesso numero ma seguito da 5 (o più) zeri hanno da molto tempo superato – nella maggior parte dei casi – non solo i confini della decenza, ma anche i confini della razionalità economica.
Pochi in Israele ormai non pensano che questi stipendi folli siano la fonte del nostro salto dalla prima linea dei paesi egualitari negli anni ’60 alla vetta della lista dei paesi occidentali meno egualitari d questo decennio. Il problema è che questo è solo un ulteriore esempio della strada facile che imbocchiamo quando viene sollevato il problema della diseguaglianza, e invariabilmente puntiamo l’attenzione su quegli esempi folli invece che al vero e proprio cuore del problema.
In realtà, i gap più grandi sono tra i due redditi ai poli opposti e il resto della società. Ma qual è la fonte dell’aumento nella diseguaglianza dagli anni ‘60?
In effetti, il gap tra il secondo decile di reddito e quello più basso è sceso dal 117% nel 1967 al 57% nel 2006. Il gap tra il secondo decile di reddito e il terzo è sceso anch’esso, dal 38% al 28%. I gap tra ognuno degli altri decili sono aumentati.
Dov’è stato il più grosso aumento nella disparità di reddito? Non tra il più alto decile di reddito e il nono decile immediatamente al di sotto. Questo gap era grande nel 1967, e durante i quattro decenni successivi è cresciuto dal 70% fino a raggiungere “solo” il 72%.
Ma, a differenza di quanto si crede comunemente, la maggior parte dell’aumento nei gap dei redditi israeliani non è venuto dai più ricchi che lasciavano indietro gli altri, né dalla società che spingeva i più poveri sempre più indietro. Il grosso dell’aumento nella disparità è venuto dai gap che diventavano sempre più grandi tra ciascuno dei decili a medio reddito. Ciascuno dei sentieri del reddito nel viale centrale della società israeliana si è allontanato sempre di più dagli altri. E’ venuto il momento di capirlo e di cominciare ad occuparsene.

(Da: Ha’aretz, 07.01.08)

«Sono un soldato israeliano, e ne sono fiero». Il rap del soldato che le canta agli amici dei nemici di Israele
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Errata corrige: dove è scritto “Israele” leggi “Occupazione del 48''. Benvenuti nella neolingua orwelliana dell’Autorità Palestinese