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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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» In occasione della 66esima Assemblea Mondiale sulla Salute, la Siria ha presentato lunedì all'Organizzazione Mondiale della Sanità una relazione in cui denuncia quello che definisce “il deterioramento delle condizioni di salute della popolazione siriana nel Golan occupato, in conseguenza delle pratiche repressive dell'occupazione israeliana”. Secondo ''UN Watch'', in nessuna parte dei documenti preparatori per l’Assemblea vi è alcuna menzione dei più di 80.000 morti in Siria, delle decine di migliaia di persone feriti e mutilate, dei 2,5 milioni di profughi, tra cui 600.000 bambini, sparsi in tutta la regione, dei 2 milioni di bambini sfollati all'interno del paese. “Siamo all'assurdo”, ha commentato il rappresentante israeliano all’OMS.
24/05/2013

» Individui e gruppi che muovono accuse calunniose alle Forze di Difesa israeliane potrebbero doversi difendere in tribunale, secondo un emendamento alla legge sulla diffamazione approvato mercoledì in prima lettura dalla Knesset. Obiettivo del disegno di legge, presentato dai parlamentari Yoni Chetboun (Habayit Hayehudi), Yariv Levin (Likud-Beytenu) e Nachman Shai (Laburisti), verosimilmente come reazione al film “Jenin Jenin” (che veicola accuse infondate per ammissione del suo stesso autore), è quello di proteggere unità militari e singoli soldati dalla diffamazione. “Mentre le critiche alle forze armate restano protette dalla libertà di espressione - ha spiegato Chetbou - è opportuno che ai soldati siano dati gli strumenti per tutelarsi da accuse infondate e calunniose”.
24/05/2013

» Un portavoce dell'esercito egiziano ha detto giovedì che i soldati hanno confiscato grandi quantitativi di armi di contrabbando prima che raggiungessero la striscia di Gaza attraverso i tunnel nella zona di Rafah. Sequestrati fra l’altro razzi Qassam, 110 mitra da guerra, otto missili anti-aerei, 17 missili terra-aria. Inoltre, agenti di frontiera egiziani hanno bloccato due auto che tentavano di contrabbandare razzi Grad e altre armi dalla Libia in Egitto.
24/05/2013

» Secondo il New York Times di giovedì, funzionari israeliani starebbero valutato la possibilità di istituire una forza alleata all'interno della Siria, creata fra gli abitanti dei villaggi vicini alla linea di cessate il fuoco, verosimilmente guidata dalla minoranza drusa siriana che non è schierata né con il governo né con i ribelli, e che ha circa 20.000 membri che vivono al di qua del confine, nel territorio del Golan controllato da Israele.
24/05/2013

» “Se la Siria crollasse domani, potremmo trovarci molto presto dentro quel calderone, e su scala molto vasta, perché là è stazionato un enorme arsenale che aspetta solo di essere saccheggiato, e che potrebbe essere rivolto contro Israele”. Lo ha detto il comandante dell’aviazione israeliana Amir Eshel intervenendo mercoledì a una conferenza presso il Fisher Institute for Air and Space Studies, vicino a Tel Aviv. “Potremmo trovarci a dover intervenire su ampia scala entro un breve lasso di tempo – ha detto Eshel – Questo non significa che agiremo, ma che dobbiamo essere pronti a farlo”.
24/05/2013




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29-01-2008
Cambiare obiettivo per evolvere più rapidamente
E’davvero la strada più veloce quella di puntare direttamente alla meta? Se si parla di evoluzione il ritmo potrebbe essere accelerato se gli obiettivi cambiassero continuamente, dicono al Weizmann Institute of Science di Rehovot.
Alcuni scienziati dell’istituto israeliano – Nadav Kashtan, Elad Noor e Uri Alon – creano simulazioni al computer che mimano l’evoluzione naturale, permettendo loro di indagare su processi che, in natura, si svolgono in un arco di milioni di anni. In queste simulazioni, una popolazione di genomi digitali si evolve nel tempo verso un dato obiettivo: per massimizzare l’idoneità in determinate condizioni. Come gli organismi viventi, i genomi che sono adattati meglio al loro ambiente possono sopravvivere fino alla generazione successiva o riprodursi in modo più prolifico. Ma queste simulazioni al computer, anche se sofisticate, non hanno ancora tutte le risposte. Per raggiungere obiettivi anche semplici possono volerci migliaia di generazioni, e questo solleva la domanda se i circa 3-4 miliardi di anni da quando la vita è comparsa per la prima volta sul pianeta siano abbastanza lunghi per l’evoluzione della diversità e della complessità che esistono oggi.
L’evoluzione si svolge in condizioni ambientali mutevoli, costringendo gli organismi a riadattarsi continuamente. Intuitivamente questo dovrebbe rallentare ulteriormente le cose, in quanto le generazioni successive devono cambiare rotta continuamente nella loro lotta per sopravvivere. Ma quando gli scienziati del Weizmann hanno creato una simulazione in cui gli obiettivi cambiavano ripetutamente, hanno scoperto che l’evoluzione risultava invece accelerata. Hanno anche scoperto che, quanto più complesso l’obiettivo – cioè, quante più generazioni sono necessarie per raggiungerlo in condizioni fisse – tanto più rapidamente l’evoluzione era accelerata in risposta ai cambiamenti dell’obiettivo. L’evoluzione computerizzata diventa più veloce quando i cambiamenti seguono un modello che si ritiene essere imperante in natura.
In ricerche precedenti, gli scienziati avevano dimostrato che l’evoluzione spesso può essere modulare, il che implica modifiche di parti standard invece di una modifica totale. Hanno teorizzato che le forze che agiscono sull’evoluzione possono essere anch’esse modulari, e per ogni scopo hanno definito dei sotto-scopi, ognuno dei quali potrebbe cambiare in relazione agli altri. “In un organismo, per esempio – spiega Kashtan – si possono classificare questi sotto-scopi come l’esigenza di mangiare, quella di evitare di essere mangiati e quella di riprodursi. Gli stessi sotto-scopi devono essere soddisfatti in ogni nuovo ambiente, ma ci sono differenze di sfumature e di combinazioni. Abbiamo constatato una grande accelerazione, per esempio, quando abbiamo ripetutamente cambiato un ‘OR’ con un ‘AND’ nel codice del computer che definiva i nostri scopi, cambiando così la relazione tra i sotto-scopi”.
Benché mirasse soprattutto a far luce su problemi teorici dell’evoluzione, questa ricerca potrebbe avere implicazioni pratiche, in particolare nei campi dell’ingegneria in cui gli strumenti evoluzionistici sono comunemente usati per i progetti di sistema, e anche in informatica, offrendo una strada possibile per accelerare gli algoritmi di ottimizzazione.

(Da: Weizmann Institute, 28.08.07)

Israele nello spazio
Dalla competizione alla cooperazione globale
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