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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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» Con una nota pubblicata sul proprio sito web il 14.5.13, l’UNRWA ha cercato di rispondere alla denuncia, fatta il giorno prima da Palestinian Media Watch, del fatto che la direttrice dell’UNRWA in Libano aveva posato con una mappa della “Palestina” da cui Israele risulta cancellato. L’UNRWA sostiene che “la mappa in questione raffigura una mappa pre-1948 e quindi antecedente alla creazione dello stato di Israele”. L’affermazione dell’UNRWA è manifestamente falsa. La mappa è intitolata “Palestina araba”, un’entità inesistente prima della nascita di Israele quando la regione era la “Palestina Mandataria Britannica”, e riporta accanto al titolo in bella evidenza la bandiera palestinese adottata dall’Olp nel 1964. Inoltre, fra i paesi confinanti è indicata la Giordania, anche questa un’entità inesistente prima della nascita di Israele quando al suo posto c’era invece la Transgiordania.
20/05/2013

» Il Jerusalem Post ha annunciato domenica il lancio della sua nuova TV di notizie on-line (in inglese): The Jerusalem Post News, in onda in esclusiva su JPost.com ogni sera su JPost.com da domenica a giovedì, con l'intento di offrire un riepilogo degli eventi che fanno notizia in Israele, nella regione e nel mondo ebraico con analisi di esperti, inviati e interviste.
20/05/2013

» Siria. Truppe siriane appoggiate da miliziani libanesi Hezbollah hanno attaccato domenica la città di Qusair, vicino al confine libanese, in mano ai ribelli. Sostenute da aerei, carri armati, artiglieria, le forze del regime hanno martellato la zona causando non meno di 30 morti e costringendo la popolazione a nascondersi in scantinati e rifugi di fortuna.
20/05/2013

» Hamas ha confiscato un centinaio di razzi e altri tipi di armi appartenenti alle Brigate Martiri di al-Aqsa, braccio armato del Fatah di Mahmoud Abbas (Abu Mazen), quando queste hanno cercato di spostare il materiale bellico da una posizione a un'altra nella striscia di Gaza. Lo hanno rivelato domenica fonti palestinesi citate dall'agenzia Palestine Press, affiliata a Fatah, secondo la quale “agenti” di Hamas avrebbero anche arrestato quattro attivisti di Fatah. Secondo le fonti, membri della Jihad Islamica sarebbero intervenuti per mediare tra Hamas e Fatah dopo la confisca delle armi e l'arresto dei quattro.
20/05/2013

» “Seguiamo da vicino gli sviluppi in Siria e ci stiamo preparando per qualsiasi scenario”. Lo ha detto domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aprendo la riunione del Consiglio dei ministri. Netanyahu ha aggiunto che il governo israeliano “continuerà ad agire per la sicurezza dei suoi cittadini con lo scopo di impedire che armi avanzate finiscano nelle mani di Hezbollah o di altri gruppi terroristici”.
20/05/2013




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05-03-2009
Duo di pace
Come molti già sanno, in un momento particolarmente difficile per le relazioni tra gli ebrei e gli arabi del paese Israele si farà rappresentare alla più famosa competizione canora europea da un duo arabo-ebraico con una canzone di pace.
Non c’è da stupirsi che la scelta abbia scatenato critiche e discussioni di una gravità che non potrebbe essere più lontana dallo spirito di Eurovision, un festival di roboante pop e incontrollabile kitsch che attira circa cento milioni di telespettatori ogni anno.
Achinoam Nini, stella della scena musicale mondiale nota col nome di Noa, e Mira Awad, un’attrice e cantante israeliana (araba e cristiana), sono state scelte dalle autorità nazionali per il concorso. La loro scelta è avvenuta un giorno dopo che le forze di difesa israeliane avevano lanciato a fine dicembre la controffensiva nella striscia di Gaza per fermare il fuoco dei missili di Hamas.
Awad, che sarà la prima araba nella storia a rappresentare Israele al concorso, è stata pesantemente attaccata per aver accettato di partecipare ed è diventata oggetto di una petizione organizzata da artisti arabi israeliani secondo i quali mandare lei e Noa, nota attivista pacifista, costituirebbe un deliberato tentativo di dipingere Israele meglio di quello che è.
In un’intervista tra una prova e l’altra a casa di Noa, le due cantanti dicono che comunque parteciperanno al concorso, in programma per maggio a Mosca.
Hanno lavorando a quattro canzoni, ciascuna in inglese, arabo ed ebraico. Il pubblico ha poi scelto con il televoto la canzone che il duo porterà alla semifinali: “Your Eyes” (I tuoi occhi).
“Sarà la prima volta che al concorso verrà eseguita una canzone con testo in arabo e sono fiera che questo precedente venga stabilito da Israele”, ha commentato Noa.
Quando il suo manager la chiamò per dirle che era stata scelta, racconta Awad, era attaccata alla televisione a guardare i combattimenti a Gaza. “Ho detto 'OK, OK' e ho chiuso il telefono per continuare a guardare la tv”, racconta.
“La situazione è molto deprimente e molto complessa ora, e noi comprendiamo che a qualcuno possa sembrare un po’ cinico mandare una cantante ebrea accanto ad una cantante palestinese”, dice Awad, ma aggiunge che bisogna sottolineare il fatto che ebrei e arabi non hanno altra scelta che trovare un modo per convivere.
La carriera di Awad getta una luce positiva sulla vita degli arabi in Israele. Cresciuta in una città araba della Galilea, ma oggi residente a Tel Aviv dove la maggioranza ebraica è schiacciante, Awad ha acquisito grande popolarità diventando un’attrice di televisione e teatro molto richiesta. L’anno scorso, dopo essere stata la protagonista della prima sitcom araba israeliana destinata al pubblico ebraico, una recensione in un giornale ebraico l’ha incoronata “la nuova donna araba”.
“Il governo israeliano vi manda tutte e due a Mosca come parte della macchina della propaganda, che cerca di creare l’apparenza di una coesistenza arabo-ebraica sotto cui nasconde il massacro quotidiano dei palestinesi”, tuonava la petizione contro Noa e Awad. Tra i firmatari, Mohammad Bakri, attore e regista arabo israeliano, famoso per lo screditato documentario “Jenin, Jenin” (lui stesso ha ammesso in tribunale le manipolazioni usate per confezionare il film).
I funzionari israeliani responsabili della scelta del duo sostengono che entrambe le cantanti sono state scelte per i loro meriti come artiste. Noa è stata scelta perché è la cantante israeliana più conosciuta in Europa, spiega Yoav Ginai, il funzionario della Israel Broadcasting Authority a capo del comitato, e la stessa Noa ha suggerito che Awad cantasse con lei. “Il comitato ha pensato che fosse un’ottima idea”.
Israele ha vinto due volte il concorso Eurovision negli anni '70, e poi di nuovo nel 1998 con una canzone intitolata “Diva” cantata da Dana International, la più famosa transessuale del paese.
Noa, israeliana di origine yemenita cresciuta a New York, vede il concorso come un “palcoscenico dove possiamo avere milioni di persone che guardano e ascoltano. Molti vedranno una ragazza araba che sembra ebrea e una ragazza ebrea che sembra araba, il che è proprio quello che siamo”, e conclude: “Forse questo chiarirà le idee a qualcuno”.

(Da: Jerusalem Post, Israele.net, 25.02-4.03.09)

Nella foto in alto: a sinistra: Mira Awad; a destra: Achinoam “Noa” Nini

Videoclip e testo della canzone di Noa & Mira Awad
http://www.eurovision.tv/event/artistdetail?song=24675&event=1480

Per le partecipazioni di Israele all’Eurovision, vedi:
http://www.eurovision.tv/page/history/by-country/country?country=18

«Sono un soldato israeliano, e ne sono fiero». Il rap del soldato che le canta agli amici dei nemici di Israele
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