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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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» Le autorità di New York hanno smantellato mercoledì un grosso giro del contrabbando, composto da membri di Hamas e Hezbollah che convogliavano milioni di dollari, ricavati dalla vendita clandestina di sigarette esentasse, a favore di organizzazioni terroristiche. Ne ha dato notizia il New York Daily News, secondo il quale il procuratore generale e il Dipartimento di Polizia di New York hanno arrestato 16 membri del gruppo.
17/05/2013

» Il “ministero dell'interno” di Hamas nella striscia di Gaza ha annunciato giovedì lo stato di allerta lungo il confine con l'Egitto dopo che miliziani non identificati hanno rapito sette agenti di sicurezza e di polizia egiziani poco fuori la città di el-Arish, capoluogo del Governatorato del Sinai settentrionale.
17/05/2013

» L'agenzia di stampa araba siriana Sana ha riferito che cinque navi da guerra russe hanno attraversato mercoledì il Canale di Suez e sono entrate nel Mar Mediterraneo. Un portavoce della Marina russa ha sottolineato che questa è la prima volta dopo decenni che navi da guerra russe dell’Oceano Pacifico fanno rotta verso quest’area. Il ministro della difesa russo ha affermato d’aver avviato “la creazione di una forza speciale di navi da guerra nel Mediterraneo allo scopo di tutelare gli interessi della Russia nella regione”.
17/05/2013

» Al termine di un incontro nell'ufficio del ministro della giustizia israeliano, Tzipi Livni, a cui hanno partecipato rappresentanti delle forze di polizia e di sicurezza, è stato deciso di presentare al governo un'iniziativa volta a definire “atti di terrorismo” gli atti di vandalismo anti-arabo compiuti per reazione al terrorismo anti-israeliano (giornalisticamente noti in Israele col termine “cartellino del prezzo” nel senso di “farla pagare”).
17/05/2013

» Turchia. Il presidente turco Abdullah Gul ha aspramente criticato, giovedì, la reazione del mondo al conflitto interno in Siria definendola puramente “retorica”. Gul ha aggiunto che il suo paese ha ricevuto ben poco aiuto per far fronte all'enorme afflusso di profughi siriani.
17/05/2013




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30-11-2003
Centro Psichiatrico Shalvata di Tel Aviv
Come si sa, Israele ha suo malgrado una lunga e dolorosa esperienza in fatto di esposizione della popolazione civile, compresi adolescenti e bambini, a eventi altamente traumatici legati a fatti di violenza e di sangue, con tutti i postumi non solo fisici, ma anche psicologici che ciò comporta.

Il professor Gid'on Ratzoni dirige il Dipartimento Adolescenti del Centro psichiatrico Shalvata di Hod Hasharon (presso Tel Aviv) e fra i suoi pazienti non mancano mai bambini e adolescenti affetti da quella particolare psicopatologia che gli esperti chiamano “disordine post traumatico”.

Negli ultimi anni in Israele si è registrato un drammatico incremento di tali patologie dovuto alle guerre mediorientali, ma soprattutto ai numerosi attentati terroristici. Oggi si calcola che, per ogni ferito fisico in un attentato, vi sono almeno dieci casi di “disordine post traumatico”.

Naturalmente nel Centro Shalvata vengono trattati non solo i casi di disordine infantile post traumatico conseguenti ad atti di terrorismo, ma anche dovuti a incidenti stradali, violenze in famiglia, violenze sessuale ecc.

Gli esperti del Centro Psichiatrico Shalvata mirano innanzitutto a prevenire l'insorgere del “disordine post traumatico” con un intervento che si articola in tre fasi principali:
- fin dalle prime ore, in sala Pronto Soccorso, si cerca di restituire al bambino/adolescente il controllo della situazione, e si individuano i pazienti più a rischio che vengono sottoposti a intervento terapeutico;
- successivamente, nel Centro di crisi, viene effettuato un intervento a breve termine, individuale o di gruppo o familiare, per aiutare il giovane o giovanissimo paziente a riprendere le abitudini della vita quotidiana;
- se i sintomi persistono, si passa alla fase della psicoterapia ambulatoriale a lungo termine presso il Centro Shalvata, mirata al controllo dell'aggressività per consentire al paziente di riprendere le sue attività normali.

Grazie all’esperienza acquisita e alle tecniche d’avanguardia utilizzate, attualmente la prognosi è di pieno recupero per il 70% di bambini e adolescenti, mentre un 20% è destinato a soffrire di forme di “disordine post traumatico” di media intensità, e nel restante 10% il disturbo è prevedibile che persisterà in forma acuta.

Come ha sottolineato il professor Ratzoni anche in suo recente giro di conferenze in Italia, è fondamentale offrire ai piccoli e giovani pazienti l'opportunità di sottoporsi alle cure, soprattutto la psicoterapia individuale a lungo termine, in un ambiente più consono e a loro riservato, in altri termini in un centro psichiatrico come quello di Shalvata.

Per completare, migliorare e mantenere questa struttura, che sarà unica nel suo genere in Israele, è fondamentale il contributo di privati, accanto a un generoso fondo iniziale e all'intervento pubblico già attivato.

PER OFFRIRE UN CONTRIBUTO al progetto SHALVATA, chiedete informazioni a: israele@israele.net

L’attività del Centro Psichiatrico Shalvata di Tel Aviv non si limita a questo.
Recentemente, ad esempio, sotto la guida del professor Ratzoni gli psichiatri del Dipartimento Adolescenti del Centro hanno partecipato a una ricerca dell’Unione Europea, coordinata dagli enti italiani CENSIS e IPRS, volta a studiare vari aspetti dell’adattamento degli adolescenti a un evento-stress come l’immigrazione. Si tratta di un campo di studi in cui Israele può vantare una lunga e preziosa esperienza.

In particolare, l’obiettivo degli esperti israeliani era quello di capire quale relazione intercorra fra il legame adolescente/genitori e le capacità dell’adolescente di adattarsi al nuovo contesto sociale in seguito al trauma immigrazione.
Ritenendo che il tipo di rapporto con i genitori sia associato alla capacità di resistenza e di adattamento di una persona nella vita adulta (fermo restando che le variabili in gioco sono molteplici e complesse), sono stati valutati 275 adolescenti immigrati in Israele, utilizzando una batteria di test standard. I risultati hanno effettivamente evidenziato una correlazione significativa tra qualità del legame coi genitori, migliore adattamento sociale e maggiori risorse interiori.
I risultati di questa ricerca vanno ben oltre la realtà israeliana e possono costituire uno strumento utile per indagare la realtà europea: quanti sono (e quanti saranno) gli adolescenti di recente immigrati che avrebbero bisogno di operatori esperti e preparati per un inserimento proficuo nella nuova società?

Per ulteriori informazioni, scrivere a: crisis.gesher@gmail.com

Per contributi e ulteriori informazioni sul progetto Shalvata, rivolgetevi al sito www.israele.net

«Sono un soldato israeliano, e ne sono fiero». Il rap del soldato che le canta agli amici dei nemici di Israele
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